Un viaggio tra fiducia, sogni e cammini condivisi
Quello del 9 aprile non è stato un semplice incontro formativo. È stato un vero viaggio, dentro di noi e tra di noi. Un tempo prezioso fatto di ascolto, fiducia e consapevolezza, che ha lasciato in ognuno un segno profondo.
Tutto è iniziato con un gesto semplice ma potente: ognuno ha scritto su un palloncino ciò che lo tiene in cammino, ciò che gli dà forza nei momenti difficili. Un sogno, una persona cara, una passione, un desiderio… qualcosa che accende la vita. Poi, in cerchio, ci siamo passati quei palloncini, affidandoli alle mani degli altri. Alla fine, ciascuno ne ha ricevuto uno diverso dal proprio. Leggerli ad alta voce è stato come aprire una finestra sull’anima altrui, e ascoltare chi li aveva scritti ha reso tutto ancora più vero e profondo.
Abbiamo poi vissuto un’esperienza sulla fiducia: in coppia, uno con gli occhi bendati, l’altro a guidare. Chi non vedeva doveva lasciarsi andare, fidarsi totalmente. Chi vedeva, invece, aveva la responsabilità di prendersi cura. In quei passi lenti, attenti, abbiamo capito quanto sia importante sentirsi parte di un gruppo dove potersi affidare e dove sapere che qualcuno si prenderà cura di te.
Un’altra sfida ci ha visti impegnati in gruppo, alle prese con una storia da riscrivere in poco tempo. Dovevamo individuare i punti chiave e trarne un insegnamento. È stato un momento di intensa collaborazione, in cui le idee si sono intrecciate, si sono ascoltate, si sono trasformate in qualcosa di comune. Un vero esercizio di squadra.
A chiudere, la meditazione sul brano dei discepoli di Emmaus. In quel racconto abbiamo ritrovato noi stessi: il cammino, il buio, la delusione… ma anche la luce, la compagnia, la speranza ritrovata. E la consapevolezza che nessun cammino va fatto da soli.
Aya Kamal

