Durante l’incontro formativo di Academy 2 dell’altra sera, ci siamo immersi in una delle tematiche più importanti e fondamentali per il nostro cammino: l’essere gruppo.
Il momento è iniziato in cerchio, con un’àncora posta al centro: simbolo potente di stabilità, direzione e legame. Padre Stefano ci ha invitati a riflettere su cosa serva per costruire davvero un gruppo. Uno ad uno abbiamo condiviso i nostri pensieri: fiducia, rispetto reciproco, ascolto, impegno… tutte componenti essenziali, come mattoni di una casa comune.
Abbiamo poi ascoltato insieme la canzone “Prenderemo il largo”, scegliendo ciascuno una frase che ci aveva colpito di più. È stato un momento intenso, personale e allo stesso tempo condiviso.
A quel punto, Padre Stefano ha preso un gomitolo di lana, lo ha legato all’àncora e ha iniziato un gesto simbolico: ha detto il suo nome e la frase che lo aveva ispirato, poi ha avvolto il filo attorno al proprio dito e lo ha lanciato a un altro ragazzo. Così è nata una rete, vera e propria, come quelle utilizzate dagli equipaggi sulle navi. Una rete fatta di fili, sì, ma soprattutto di legami.
Quando la rete è stata completata, ci è stato detto:
“Se qualcuno lascia andare il filo, la rete si allenta… fino a crollare”.
Abbiamo voluto verificarlo. Alcuni hanno mollato la presa, e la rete ha iniziato davvero a cedere. Ma poi ci è stato detto di tirare il filo il più forte possibile. Lo abbiamo fatto, e la rete si è di nuovo tesa… così tanto da quasi far cadere l’àncora, e stringere le dita fino a farci male.
Ed è lì che abbiamo compreso un’altra verità importante: nemmeno questo è il modo giusto per essere gruppo.
Quando i legami diventano troppo stretti, possessivi o morbosi, finiscono per far male, e mettono a rischio la libertà e l’equilibrio del gruppo stesso. La forza di una rete non sta nella tensione, ma nell’armonia.
Abbiamo bisogno di relazioni sane, libere e responsabili, capaci di tenere uniti, senza soffocare.
Essere gruppo, allora, non significa solo dare il massimo, ma dare il meglio, in equilibrio tra presenza e libertà.
Serve una mentalità nuova, che parta dalle cose più semplici, come l’ascolto reciproco. Solo unendo le forze – e facendo spazio agli altri – possiamo affrontare le sfide e dare frutto a tutto ciò che la vita ci propone.
E come ogni avventura che si rispetti, il nostro motto sarà la vela che ci spinge avanti, insieme:
Duc in altum! Prenderemo il largo.
Arianna Amalfa e Giulia Napoli


