Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza.

La Quaresima, tempo di conversione e di grazia. Anche quest’anno la nostra Comunità parrocchiale
si raduna per crescere nella fede nutrendosi della Parola. Ad aiutarci in questo cammino, fatto di otto
tappe che andranno anche oltre la Quaresima, sarà il prof. Giuseppe Di Bernardo.
Il tema del primo incontro, tratto dal libro della Genesi, riprende l’espressione divina sulla creazione
dell’uomo: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza» (Gen 1, 26).
Partendo da un breve preambolo, nel quale è stato certamente ricordato che il libro della Genesi segue
una narrazione teologica, il prof. Di Bernardo ha ricordato come esso contenga delle verità
ontologiche sulla creazione e anche scientificamente spiegabili, quasi ad offrire una piena e razionale
riconciliazione tra Fede e Scienza.
Rievocando quindi il racconto biblico della creazione e di come questa fosse opera ti tutta la
Santissima Trinità, ci si è soffermati sul fine ultimo dell’essere creati a immagine e somiglianza che
è quello di stare alla Sua presenza.
Tra le immagini più belle ed evocative che ci sono state consegnate vi è quella che l’immagine e la
somiglianza con Dio siano l’impronta di Dio presente in ogni essere umano e il percorso che ciascuno
di noi deve compiere per somigliare sempre più a Lui. Questo percorso non può essere fatto da soli
ma in comunione, in una Comunità che vive la comunione. Da qui lo spunto di riflessione personale
su quanto desiderio di Comunità ci sia nelle nostre vite.
Ed è nella Comunione che ciascuno di noi ha la possibilità di riscoprire la propria dignità di figli di
Dio fatti ad immagine Sua, scoprendo ciò che ci rende unici e irripetibili e che la diversità di ciascuno
diventa ricchezza di tutti.
Ci si è interrogati su quanto amiamo la diversità nella nostra Comunità, quanto siamo disposti a
sopportarci e supportarci a vicenda, quanto sia lo spazio dedicato a Dio.
Essere immagine e somiglianza di Dio è rispecchiare l’amore trinitario, una profonda e perfetta
comunione vivendo nel dialogo, nel confronto e soprattutto col desiderio di portare ciascuno nel
cuore ed essere nel cuore di ciascuno.
Infine, il nostro relatore ha ricordato, perché la Comunione sia più vera e autentica, l’importanza del
sostegno fraterno attraverso la preghiera, chiedendoci quanto e se preghiamo per i nostri fratelli e
sorelle di Comunità, soprattutto per i più fragili, soli e sofferenti.
L’Amore di Dio che ci ha creati è un grande mistero che si può riscoprire nella bellezza dell’amore
fraterno. Quell’amore che siamo chiamati a riscoprire sempre più, rinnegando il male e tendendo alla
perfezione della Carità.

Giuseppe Nastasi